Le sigle degli alimenti

ALIMENTI BIOLOGICI
L’agricoltura biologica è un metodo di coltivazione che prevede di utilizzare solo tecniche e prodotti di origine naturale, in equilibrio con l’ambiente. L’allevamento biologico viene realizzato seguendo alcune regole che garantiscono agli animali gli spazi adeguati e un’alimentazione appropriata alle loro esigenze vitali: un animale che vive bene è più sano e gli alimenti che ci fornisce (latte, uova, carne, miele, ecc.) sono di migliore qualità.
La garanzia che ci troviamo di fronte ad un prodotto biologico ce la fornisce solo l’etichetta. Diffidate da prodotti arrecanti in etichetta definizioni quali “bio”, “eco”, “sano”, “genuino”... sono solo parole e non è detto che ciò corrisponda al vero.
L’etichettatura dei prodotti biologici è inconfondibile. Il nuovo logo è a forma di foglia. Scegliere biologico significa sostenere la qualità, la stagionalità e la territorialità delle produzioni portando sulla tavola cibi che rispettano l’ambiente, l’uomo e gli animali, dalla fase di coltivazione o allevamento, alla trasformazione, alla conservazione fino al confezionamento e alla distribuzione del prodotto.

D.O.P. – Denominazione di Origine Protetta
È un marchio europeo di tutela del nome che viene attribuito a un prodotto agroalimentare originario di una regione, di un determinato luogo o di un paese, le cui qualità sono dovute essenzialmente o esclusivamente all’ambiente geografico, comprensivo dei fattori naturali e umani. L’intero ciclo produttivo - materia prima, produzione, trasformazione e confezionamento - avviene nell’area geografica delimitata e quindi, date le condizioni produttive, non riproducibile fuori da quest’area.
Attualmente in Italia i marchi DOP sono 159 e tra i prodotti così marchiati troviamo per esempio il Basilico genovese, l’Aceto Balsamico tradizionale di Modena, il Grana Padano, la Mela della Val di Non, la Soppressata di Calabria.

I.G.P. – Indicazione Geografica Protetta
È un marchio europeo dato a un prodotto agroalimentare originario di un’area geografica, la cui qualità, reputazione o altre caratteristiche possono essere attribuite all’origine geografica e la cui produzione e/o trasformazione e/o elaborazione avvengono nell’area geografica determinata.
A differenza della DOP, la IGP non richiede necessariamente lo svolgimento in loco dell’intero ciclo produttivo, ma è sufficiente che solamente una fase avvenga in una particolare area geografica che ne qualifichi la tipicità.
Attualmente i prodotti con marchio IGP in Italia sono 102, tra cui l’Arancia Rossa di Sicilia, la Bresaola della Valtellina, il Cappero di Pantelleria, la Mortadella di Bologna, il Pomodoro di Pachino.

S.T.G. – Specialità Tradizionale Garantita
Anche questo è un marchio europeo destinato a un prodotto agroalimentare ottenuto da materie prime tradizionali, oppure con un metodo di produzione e/o di trasformazione di tipo tradizionale. La STG non prevede quindi un vincolo a un’area geografica delimitata, ma soltanto il rispetto di un metododi produzione specifico o di un preciso elenco d’ingredienti tradizionali che, ove rispettati, ne rendono possibile la produzione in un qualsiasi paese europeo.
I prodotti italiani che fanno parte di questo elenco sono pochi ma importanti come la Pizza Napoletana e la Mozzarella.

P.A.T. – Prodotto Agroalimentare Tradizionale
Questo invece è un marchio tutto italiano destinato ad alimenti tradizionali locali di cui il nostro paese è ricchissimo.
Il marchio PAT è riconosciuto a livello regionale a tutti gli alimenti che derivano da prodotti agricoli o dell’allevamento lavorati secondo antiche ricette valorizzanti la tradizione locale.
Non troverai i marchi sulle etichette dei prodotti, perché non è consentito, ma se osservi attentamente i cartelloni pubblicitari ti potrà capitare di incontrarlo.
I prodotti che fanno parte di questi elenchi regionali talvolta ne escono per ottenere la certificazione DOP e IGP.